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Un altro intervento di urbanistica tattica a San Siro: davanti al laboratorio del Politecnico

L'operazione prevede il ridisegno del marciapiedi e l'inserimento di rastrelliere e panchina

Foto Polisocial (FB)

Tornano a San Siro gli interventi di "urbanistica tattica" per rendere più belle e vivibili le zone meno centrali di Milano: dopo via Abbiati, è la volta di via Gigante. Il marciapiedi, lunedì 30 settembre, ha cambiato volto colorandosi di giallo, rosso e bianco; e tra qualche giorno arriveranno una panchina e alcune rastrelliere.

L'intervento è stato realizzato nello spazio davanti a Off Campus, gestito dal Politecnico di Milano. Un "proseguimento" del rifacimento del marciapiedi di via Abbiati, concluso a primavera 2019, progettato per disegnare un percorso riqualificato che accompagni idealmente i cittadini dall'ingresso delle case Aler fino alla sede del Laboratorio di quartiere (piazzale Selinunte) passando appunto davanti a Off Campus.

La cornice dell'operazione è il patto di collaborazione firmato pubblicamente il 30 settembre tra il Comune, il DAStU (Dipartimento di architettura e studi urbani) del Politecnico di Milano e un nutrito gruppo di associazioni, quali Mapping San Siro, Laboratorio di quartiere San Siro, Alfabeti onlus, Tuttinsieme Cooperativa sociale, Comunità Progetto Cooperativa sociale, Genera onlus, Fare Assieme, Il Telaio delle Arti, Legambici, Legambiente per la ciclabilità, Mamme a Scuola, Sheb Sheb, Zuccheribelli onlus e la commissione Intercultura Istituto Cadorna.

Dissuasori di sosta, pedana in legno, verde migliorato

L'intervento, come precisato nel documento del patto di collaborazione, prevede il collocamento di alcuni dissuasori della sosta all’incrocio tra via Abbiati e via Gigante per scoraggiare la sosta abusiva in sede pedonale; la sistemazione del verde del parterre sotto gli alberi oggi usato impropriamente come parcheggio; la realizzazione di una pedana in legno di fronte alla nuova sede Off Campus per supportare attività nello spazio pubblico; la posizione di due rastrelliere per biciclette (su strada occupando un posto auto o integrate con la pedana); la colorazione del marciapiede in continuità con via Abbiati sino allo spazio antistante il Laboratorio di quartiere; la posizione di una rastrelliera e una panchina su marciapiede all'altezza del Laboratorio di quartiere. Gli arredi sotto gli alberi, dove ci si potrà sedere, sono donati dal gruppo Vestre. A completamento del progetto di riqualificazione del contesto, è previsto un accordo con Aler per un intervento di street art sulla facciata.

«I patti di collaborazione, resi possibili dall'approvazione del Regolamento dei Beni comuni, che consentono ai cittadini e all'amministrazione di unire le forze per la riqualificazione di spazi pubblici, immobili o aree verdi e la realizzazione di attività che migliorino la qualità della vita nei quartieri, si stanno moltiplicando», dichiara l’assessore alla cittadinanza attiva Lorenzo Lipparini: «Si tratta di una forma di volontariato avanzato per la cura dei beni comuni, che ci consente di amministrare in modo aperto e partecipativo e attivare energie civiche grazie a procedure informali e semplificate. In questo caso, siamo particolarmente soddisfatti per un progetto che coinvolge un quartiere particolarmente fragile e che ha, tra gli altri, anche l'obiettivo di promuovere la cura dello spazio pubblico e domestico volto al miglioramento della qualità dell'abitare e delle relazioni tra gli abitanti».
 
«Questa operazione - spiega Andrea Di Franco, professore del Politecnico e responsabile del progetto - dev'essere un punto di partenza, il motore di una riqualificazione del quartiere che veda i suoi abitanti protagonisti. Il nostro obiettivo è avviare un intervento di cura del territorio di cui poi si facciano carico direttamente coloro che lo vivono. Essenziale, anche, che non si tratti di un episodio isolato, ma faccia parte di una progettazione più ampia, capace di individuare una rete di spazi coordinata e omogenea: per questo abbiamo elaborato il West road project (Wrp), il Progetto della Strada dell'ovest finanziato da Polisocial Award 2017, che riguarda appunto la zona ovest della città, quella centrata sull’asse di via Novara che intercetta molti quartieri fragili e grandi spazi pubblici, i parchi di Trenno e delle Cave, oltre al Bosco in città».

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