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Via Civitali 30, accordo tra Aler, Comune e abusivi per sgombero della palazzina

Da anni dovrebbero partire i lavori di ristrutturazione di due scale dell'edificio popolare di San Siro

Via Civitali 30

Dopo diversi tentativi di sgombero andati a vuoto, c'è un accordo tra Aler e gli occupanti abusivi di via Civitali 30, che "bloccano" la ristrutturazione delle scale C e D già in programma da anni. L'accordo è stato costruito "su misura" e su iniziativa diretta della prefettura milanese, che evidentemente non voleva più tentare prove di forza già fallite in passato, e ha coinvolto sia Aler (proprietaria dello stabile) sia il Comune e la Regione. 

Ciascuno farà la sua parte: 12 famiglie verranno prese in carico dall'Aler, altrettante dal Comune di Milano, e verrà loro dato un alloggio temporaneo, per 12 mesi (più altri 6 se avranno regolarmente pagato il canone di locazione), poi dovranno andarsene e, spiega Angelo Sala (presidente di Aler), "non è affatto una sanatoria: se non se ne andranno verranno sgomberati".

Particolarmente significativo quanto accaduto il 9 febbraio 2016: le forze dell'ordine erano pronte a intervenire massicciamente per sgomberare le due scale di via Civitali 30; per l'occasione era stato anche deviato il percorso dell'autobus 98. Ma era immediatamente partita la mobilitazione degli abitanti di San Siro: la chiamata a raccolta da parte del comitato vicino ai centri sociali fece radunare in via Civitali decine e decine di persone, che si piazzarono nel cortile interno impedendo di fatto qualunque ulteriore sviluppo. 

Sempre nel 2016, ma nel mese di settembre, il centro sociale Cantiere (insieme al sindacato inquilini Asia) organizzò un presidio davanti a Palazzo Marino chiedendo che Aler desistesse dall'ipotesi della ristrutturazione totale delle scale coinvolte. In quell'occasione Gabriele Rabaiotti, assessore alla casa nella giunta Sala, garantì ai manifestanti un "percorso di dialogo" per risolvere la situazione. Quel percorso si è evidentemente, nel frattempo, avviato. 

Nel mese di maggio 2018, con uno stallo ormai pluriennale, il grido d'allarme di un imprenditore, quello della ditta a cui sono stati affidati i lavori (che non sono mai potuti partire) di via Civitali 30: lavori per 800 mila euro che l'imprenditore non può riscuotere finché, per l'appunto, il cantiere non viene avviato. E il rischio di fallimento alle porte.

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