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Spaccio a San Siro, 18 arresti. Legami con le sparatorie di via Creta

Arrestati anche attentatore e vittima di una delle gambizzazioni. A ottobre i primi arresti per la droga che arrivava a Livorno nascosta in casse di ananas

La polizia arriva a casa di uno degli arrestati

Gestivano lo spaccio nella zona dello stadio di San Siro ed erano molto bene organizzati: capaci di sostituire rapidamente i pusher arrestati, ma anche di trovare velocemente un nuovo fornitore nel caso in cui, per un motivo qualsiasi, quello abituale non sia disponibile. Per lo spaccio si affidavano a tre punti d'incontro ad ovest del Meazza, in via Tesio, via Pinerolo e via Novara, ma per clienti particolarmente fedeli e di fiducia facevano servizio a domicilio.

Giunge a conclusione una lunga indagine della squadra mobile di Milano, che già il 2 ottobre aveva portato all'arresto di 29 persone. Questa volta l'ordinanza di custodia cautelare è rivolta a 18 uomini, tutti italiani, di due diversi gruppi: uno, più strutturato, operava nello spaccio a San Siro; l'altro invece a Buccinasco.

La cosiddetta faida di via Creta si intreccia con queste vicende. Il 25 e il 29 novembre, tra via Creta e via Lucca, due diverse gambizzazioni avevano sconvolto il quartiere. Due avvertimenti con firme diverse. In particolare la seconda si era originata da una partita di droga da oltre 37 mila euro non pagata. L'indagine, condotta dalla direzione distrettuale antimafia e dai pm Bruna Albertini e Alessandra Dolci, parte il 5 luglio 2017 quando, in via Palmi, un uomo viene arrestato per possesso di quasi 500 grammi di cocaina.

Alla ricerca di un nuovo fornitore

Ben presto gli agenti della sezione antidroga della squadra mobile, diretti da Lorenzo Bucossi, individuano i due gruppi criminali: uno di Buccinasco, capitanato dal 45enne Domenico Barbaro, e uno di San Siro, al cui vertice c'è Michele Luongo, 36 anni. La svolta che porta a ingrandire l'indagine arriva quando c'è un intoppo tra i due gruppi: quello di San Siro paga in anticipo una fornitura di droga da 15 mila euro a quello di Buccinasco, ma la merce non viene consegnata perché sequestrata dalle forze dell'ordine. Luongo e i suoi devono allora trovare con urgenza un altro fornitore, almeno temporaneo, per mantenere la piazza di spaccio.

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Luongo è in ottimi rapporti con Daniele Mesiano, un altro fornitore di cocaina. Attraverso lui, gli investigatori arrivano a ritroso a individuare il gruppo capeggiato dai fratelli Cilione che gestisce lo spaccio a Bonola e, successivamente, ai Cademartori-Ponzo, specializzati nell'importazione di cocaina dal Costa Rica attraverso casse di ananas. Gli arresti del 2 ottobre si riferiscono a questa seconda "tranche", e sono arrivati prima di quelli riguardanti Buccinasco e San Siro.

Sgominata la banda di spaccio di San Siro

Gli agenti ricostruiscono la struttura dei due gruppi e si concentrano soprattutto su quello di San Siro, del quale individuano l'intera organizzazione: Luongo ha un suo vice che funge da referente, Marco V., e poi diversi spacciatori che si occupano di vendere soprattutto cocaina, ma anche hashish, in tre punti precisi d'incontro (via Pinerolo 40, via Tesio 11 e via Novara 139). E ancora due incensurati del quartiere in cui si concentrava lo spaccio (un 62enne e un 48enne) che si occupavano di nascondere la droga in casa.

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Tra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip di Milano, anche i membri del gruppo di Buccinasco, tra cui Domenico Barbaro, attualmente detenuto nel carcere di Reggio Emilia. E poi Davide C. e Mattia B., rispettivamente l'aggressore e la vittima della gambizzazione di via Lucca del 29 novembre.

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