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Via Civitali: inquilini regolari si ribellano, sventata l'occupazione abusiva di un alloggio

Un copione che si ripete da tempo

Repertorio

Il copione è pressoché identico da anni. Chi vive nelle case popolari di Milano lo conosce a memoria. Arriva sera e si iniziano a sentire i rumori. Colpi di martello, mosse col piede di porco. La lastra è il primo ostacolo, sfondarla vuol dire occupare l'alloggio. Copione già visto anche per i possibili epiloghi: di solito l'occupazione riesce. Ma talvolta gli abitanti della scala si ribellano e cacciano gli aspiranti abusivi.

Stavolta è avvenuto in via Civitali 4, zona San Siro, uno dei palazzi bersagliati da anni dalle occupazioni abusive. Come tante altre volte, i residenti hanno impedito che l'occupazione andasse a buon fine. Dieci e mezza di sera, 3 giugno: ai primi colpi alla lastra gli abitanti si radunano al pianerottolo e affrontano gli occupanti.

Si trovano di fronte due uomini, tre donne, un giovane e diversi bambini. Subito inizia la discussione. Gli aspiranti occupanti se ne vanno lasciando le valigie sul pianerottolo. Intanto qualcuno chiama il 112, il numero di emergenza, segnalando l'occupazione in corso. Dopo un po' gli occupanti tornano alla carica e si ritrovano davanti ben più residenti di prima. Cercano d'intimidirli agitando anche un coltello.

Copione nel copione, una delle donne urla che prima o poi prenderà quella casa perché ormai l'ha pagata. E' il racket: debellato, anni fa, ma tornato a presidiare San Siro. Troppo ghiotto gestire centinaia di alloggi vuoti, troppo ramificata la rete d'informatori e, probabilmente, di persone che non vedevano l'ora di prendere il posto degli arrestati nella gestione del giro. 

La certezza che di lì a poco sarebbero arrivati i carabinieri fa comunque dileguare tutti. E infatti, i militari all'arrivo trovano soltanto i residenti regolari. Che questa volta ce l'hanno fatta: l'occupazione dell'alloggio nella scala D è stata sventata. L'ispettrice dell'Aler prende nota e fa ripristinare la lastra a protezione della casa. I militari registrano le lamentele dei cittadini. Sempre le stesse, come il resto del copione. Da anni. 

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