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Mohammed Geme: "Sembrava una persona normale"

Si chiama Mohammed Geme l’uomo che questa mattina ha tentato di far saltare in aria la caserma Santa Barbara. L’uomo vive in una palazzina in zona ed è risultato frequentatore saltuario del centro islamico di Viale Jenner: “Lo conoscevo di vista” ha detto Shaari, presidente del centro

Si chiama Mohammed Geme l’attentatore che questa mattina ha cercato di far saltare in aria la caserma Santa Barbara di Via Perrucchetti. L’uomo abita in zona, in un appartamento al quarto piano di di Via Matteo Civitali.

L’abitazione dell’uomo non è distante dal luogo dell’attentato: gli investigatori stanno ancora compiendo diversi rilievi nell’appartamento.

I vicini dell’attentatore hanno cercato di evitare i giornalisti e quei pochi che hanno voluto rilasciare dichiarazioni, hanno ammesso che non sospettavano di nulla: “Sembrava una persona normale” ha detto una signora, “Io non lo conoscevo neppure e non avevo mai sentito nulla su di lui” ha detto un altro.

Game era conosciuto anche nella tabaccheria di zona: “Veniva spesso qua a comprare ricariche telefoniche della Wind come molti immigrati che le usano per chiamare a casa. Era sempre vestito in maniera impeccabile, all'occidentale e a volte anche in abito. Comunque a me non ha mai fatto una buona impressione, anche se non so dire bene perché” ha detto la titolare.

L’uomo andava a pregare presso il centro islamico di Viale Jenner: “Lo conoscevo di vista: una volta era venuto a presentarsi e avevamo fatto una chiacchierata, poi capitava che venisse a pregare, ma andava anche da altre parti” ha detto Abdel Hamid Shaari, presidente del centro.

Sempre secondo Shaari, l’aspetto dell’uomo non faceva pensare ad un integralista islamico: “Veste all'occidentale e ha una barba molto corta. Se avessimo intuito qualcosa avremmo subito denunciato e comunque siamo sempre a disposizione per aiutare nelle indagini” ha affermato il presidente del centro islamico.

La motivazione religiosa del folle gesto, per Shaari, potrebbe anche non essere corretta: “Ci sono anche persone che compiono gesti eclatanti magari per la mancanza di un lavoro o per la disperazione di una vita difficile”.
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