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Via Paravia, la classe-ghetto non parte. Volantinaggio del Pd

I bimbi hanno iniziato l'anno scolastico in altri istituti della zona. Volantini del Pd: "Non deve andare persa l'esperienza di integrazione della scuola"

Via Paravia

L'anno scolastico è iniziato, ma non per i 17 che si erano iscritti alla prima elementare Radice di via Paravia a Milano, in zona San Siro. Per loro, dopo il mancato avvio della classe per decisione del Ministero dell'Istruzione per l'eccessiva presenza di stranieri, la scuola è partita altrove, sparsi in altri istituti della zona.

Ma davanti alla Radice oggi si sono ritrovati i militanti del Pd proprio per chiedere la riapertura della classe. Un volantinaggio davanti ai cancelli della scuola e al mercato che come ogni lunedì ha animato la via. Una mobilitazione "per riattivare l'unica prima della Radice e per chiedere un aiuto affinché aumentino gli iscritti - spiega il consigliere provinciale del Pd, Diana De Marchi - perché non vada persa l'esperienza di integrazione di questa scuola".

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Quello di oggi è solo l'ultimo passo di un lavoro per riaprire la 'prima' di via Paravia, dopo le letterine dei bambini della scuola inviate al Capo dello Stato e il ricorso dei genitori al Tar che dopodomani dovrebbe pronunciarsi. Anche perché, spiega De Marchi, se è vero che dei 15 bimbi che vorrebbero iniziare l'anno qui (i genitori di due alunni che si erano iscritti hanno preferito mandarli altrove e non firmare il ricorso) 13 sono stranieri, "11 sono però nati in Italia e hanno frequentato la scuola di infanzia qui". Motivo per cui i genitori chiedono la deroga al tetto del 30% di stranieri per classe. "D'altronde se si usasse il tetto del 30% in maniera rigorosa come hanno fatto qui - conclude - ci sarebbero chiusure in 40 elementari a Milano".(ANSA)

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