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Case popolari di San Siro tra degrado e racket degli alloggi

Occupazioni notturne in aumento. Una residente: "Siamo controllati, occupano dopo pochi giorni". Il comitato di quartiere lotta contro il degrado

Degrado nei cortili (foto comitato di quartiere San Siro)

La telefonata parte all'una di notte. La polizia, dall'altro capo della linea, risponde che non può fare niente. Una donna, che vive da sola, si è appena spaventata tantissimo: le sprangate alla porta dell'appartamento vicino l'hanno svegliata di soprassalto. Anche la porta del suo appartamento ha tremato. L'operazione non è durata più di una decina di minuti. L'ennesima occupazione - nottetempo - di un alloggio Aler vuoto.

E' successo a San Siro, ma succede in tutta Milano. Se non ogni giorno, quasi. Chi ha più "polso" della situazione, come i comitati di quartiere, sostiene che le occupazioni siano in netta crescita e che il racket degli alloggi non sia affatto debellato. Anzi. Chi ha bisogno di una casa sa dove trovarli: nei giardinetti, in alcuni negozi. 800, 1.500, 2.000 euro a seconda dei casi, a seconda della grandezza dell'alloggio, a seconda della banda che organizza l'intrusione. Che avviene di notte, con sprangate alle lastre che Aler installa sulle porte degli alloggi vuoti credendo così di creare un deterrente.

"Ci controllano, sanno chi siamo e soprattutto quando ce ne andiamo", racconta la donna che si è svegliata di soprassalto, a inizio luglio, per i colpi di spranga alla porta vicina. L'alloggio in questione era libero da pochi giorni. Tradotto, il racket ha un'organizzazione capillare: chi viene a sapere dove si liberano gli appartamenti (talpe nelle scale?), chi avverte il primo della lista d'attesa (perché con tutta evidenza c'è una lista d'attesa), chi si occupa di "sfondare" fisicamente l'alloggio. E la conseguenza è che ormai si ha paura anche di andare in vacanza.

"Episodi all'ordine del giorno", spiega una ragazza attiva nel Comitato di Quartiere San Siro, "e in costante aumento". Le occupazioni tolgono alloggi a chi li merita (essendo in lista d'attesa: quella ufficiale, s'intende). E aggiungono illegalità perché "marcano" la presenza di un'organizzazione criminale. La questione fa quasi passare in secondo piano gli altri problemi che San Siro condivide con i quartieri popolari milanesi.

Il degrado non ha sosta. Se da una parte chiudono negozi storici perché Aler pretende qualche centinaio di euro in più di affitto, dall'altra le piccole incurie dei palazzi (alcuni dei quali ristrutturati col Contratto di Quartiere, altri no) sono lasciate a sé stesse. Così per sostituire una lampadina o cambiare la serratura a un portone si muovono gli inquilini in prima persona. Poca cosa, si potrebbe pensare; ma tante piccole gocce di mancata presenza dell'Aler e delle istituzioni che, alla lunga, fanno sentire impotenti i cittadini onesti.

"L'unica soluzione possibile è assegnare immediatamente gli alloggi quando si liberano", sostiene il Comitato. Per "anticipare" il racket organizzato, che come abbiamo visto ci mette pochi giorni a "impossessarsi" di un appartamento. E anche per dare una risposta efficace a 25 mila persone in lista d'attesa. Problema: molti alloggi si trovano in pessimo stato. Per il Comitato la soluzione sarebbe semplice: consegnare la casa nello stato in cui si trova, lasciando all'inquilino l'incombenza di fare (o far fare) la manutenzione e scontandogli le spese sostenute dal canone di locazione.

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"Questo è stato tentato, in passato, da Aler. Ma poi alcuni inquilini - appena entrati - denunciavano l'azienda per aver loro consegnato un appartamento da ristrutturare", spiega la giovane attivista del Comitato a MilanoToday. Perché da contratto Aler avrebbe appunto dovuto consegnare l'alloggio in perfetto stato. L'accordo privato, quindi, non aveva alcun valore. Ora il comune - dopo la disdetta di Aler che fino a qualche settimana fa gestiva gli appartamenti di proprietà di Palazzo Marino - sta ritentando l'esperimento, su una cinquantina di case. Potrebbe essere un primo, importante passo.

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