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San Siro, «sgomberare i delinquenti abusivi incrociando i dati con la questura»

L'assemblea con Carmela Rozza, assessore alla sicurezza. Tra le ricette del comune anche più telecamere attive e notturne e la richiesta ad Aler affinché ripristini i portinai

Case popolari a San Siro

Sgomberare gli occupanti "delinquenti", ripristinare i portinai, fare le riqualificazioni e installare più telecamere. E' questa, in sintesi, la ricetta per "salvare" San Siro emersa dall'assemblea che si è svolta con Carmela Rozza, assessore alla sicurezza di Palazzo Marino, nella sala del consiglio di Municipio 7 a Baggio, nella serata del 3 ottobre. Assemblea dedicata, appunto, interamente alla sicurezza. E particolarmente "infuocata", sia per gli interventi iniziali di alcuni cittadini esasperati, sia per le numerose interruzioni durante la replica della Rozza da parte di diversi consiglieri di Municipio della maggioranza di centrodestra. 

Nel quartiere sono tornate a crescere, dall'estate, le occupazioni abusive, in concomitanza con il "blocco" degli sgomberi dovuti al fatto che mancavano strutture da offrire alle donne con minori, secondo il protocollo firmato nel 2014 da tutti (regione, comune, questura e prefettura). Contemporaneamente si è alzato - a San Siro - anche un allarme generale sulla sicurezza, ad esempio dopo la mega-rissa in piazzale Selinunte che ha coinvolto una ventina di giovani nordafricani, che si sono affrontati per poi scappare di cortile in cortile scavalcando le inferriate.

«Si sentono ormai padroni dei cortili, dove fanno ciò che vogliono», era il commento di alcuni residenti piuttosto spaventati dalla cosa, anche se la rissa in particolare sembra - da voci di quartiere - che si sia generata non per lo spaccio di droga ma per una ragazza adolescente "contesa" tra due rivali.

zona municipio 7 assessore carmela rozza sicurezza-2

«Chiedo ad Aler di darmi l'elenco degli abusivi di San Siro, perché voglio incrociare i dati con la questura e la polizia locale e iniziare gli sgomberi a partire dai veri delinquenti», ha replicato la Rozza: «A San Siro di occupanti ce ne sono tantissimi e, forse, neanche Aler sa quanti sono. E' troppo facile sgomberare la madre col minore, che sicuramente ha commesso un'illegalità ma altrettanto sicuramente non sta spacciando, non sta organizzando le bande sotto casa e non si sta appropriando del cortile per fare gli affari suoi». E perché Aler non lo fa? E' la stessa Rozza a rispondere: «Per ora non mi chiede né di sgomberare i delinquenti, né gli spacciatori. Mi chiede invece di sgomberare una palazzina perché lì deve fare dei lavori», ha aggiunto riferendosi alla questione di via Civitali 30.

Secondo passaggio della ricetta della Rozza, ripristinare le portinerie. Tra le contestazioni dei consiglieri di Municipio di centrodestra, l'assessore ha spiegato che «Aler deve ripristinare il portierato. I portinai sono il primo presidio, non di sicurezza, ma per permetterci di sapere che cosa succede nel quartiere, sono una preziosa fonte di informazioni». E poi le riqualificazioni. Su San Siro, la Rozza ha citato i soldi, in mano ad Aler, del contratto di quartiere, non ancora completato da un decennio, e - sempre tra le contestazioni - ha ammesso che da parte sua il comune di Milano ha la responsabilità di non avere ancora riqualificato i quartieri popolari di sua proprietà. 

E infine, le telecamere. In tutta Milano ce ne sono circa 2.100, di cui un migliaio di vecchio tipo, inadatte per la visione notturna. La Rozza ha promesso che verranno messe a bilancio le risorse per sostituirle con modelli più moderni. L'obiettivo è però soprattutto quello di permettere alla centrale operativa di via Drago (ereditata da Expo 2015) la visione di telecamere di tipo attivo (governabili dall'operatore), partendo da zone pilota per poi arrivare a coprire tutta la città. Ed una di queste zone pilota dovrebbe essere proprio San Siro, per cui partirà immediatamente una ricognizione per capire quante telecamere sono installate nel "quadrilatero" di Selinunte e se sono di tipo attivo o passivo, e - se passive - verificare che cosa si riesce a vedere da queste. 

Accanto alle telecamere, sono già partite - in piazzale Selinunte come anche in altri luoghi, ad esempio in via Gola - le "osservazioni" in borghese, per raccogliere informazioni sui movimenti e le situazioni nei quartieri "caldi". Arriveranno poi gli uomini dell'esercito, già chiesti al governo dalla Rozza e dal sindaco Giuseppe Sala. «Su questo - ha concluso la Rozza - ero già in disaccordo con Pisapia, quando non li voleva più».

Posizioni che restano distanti tra la Rozza e il centrodestra, in maggioranza nel Municipio 7, soprattutto sui vigili di quartiere: l'assessore, durante la serata, ha spiegato che vorrebbe riorganizzarli concentrandoli su alcuni punti critici della città. Ma Marco Bestetti, di Forza Italia, presidente del Municipio, ha replicato: «Cercherò di convincerti fino alla fine a dare ai Municipi la gestione dei vigili di quartiere, perché da qui possiamo rispondere alla richieste dei cittadini con maggiore efficacia». Una stoccata, da Bestetti, anche sulle priorità negli sgomberi: «Per noi è un delinquente chi occupa, a prescindere da chi sia».

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