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Pistola nel muro, chili di droga nella cantina di un morto: arrestato il "nonno ras" del palazzo

In manette un 81enne, ai domiciliari. Denunciato un suo complice. Indagini su altri due

Droga e armi sequestrate

Erano talmente sicuri di avere il condominio sotto controllo che il carico di droga lo avevano lasciato in una "stanza" con la porta aperta, appena socchiusa. Tanto - questa era la loro certezza - tra i residenti nessuno si sarebbe mai avvicinato né tanto meno avrebbe mai toccato nulla. Ed effettivamente nessuno nel palazzo ci aveva mai provato. Purtroppo per loro, però, a provarci e riuscirci sono stati i poliziotti. 

Gli agenti del commissariato Porta Genova, diretti da Manfredi Fava, venerdì hanno arrestato un uomo di ottantuno anni con l'accusa di detenzione abusiva di armi, denunciato un 38enne accusato di spaccio e sequestrato due pistole e dieci chili di marijuana in un condominio di via Fleming. 

La pistola nascosta nel bocchettone

In mattinata, dopo una breve indagine partita da una "soffiata" di un informatore, gli agenti hanno deciso di perquisire quattro appartamenti in quel palazzo che era stato trasformato - e di questo i poliziotti ne erano certi - in una vera e propria piazza di spaccio.

Il primo blitz è scattato a casa dell'81enne, il foggiano Michele Bramante che nella sua carriera criminale ha collezionato precedenti per droga, furto, associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, falso, ricettazioni e armi. 

Nel suo appartamento gli agenti non hanno trovato nulla ma hanno notato che l'anziano continuava a stare in piedi nella cucina, proprio davanti al bocchettone d'areazione che sbuca nel pianerottolo. È bastato un semplice controllo per scoprire che là erano nascoste due pistole - di cui una a salve - calibro 7.65. In una delle due, perfettamente funzionante e rubata a un imprenditore milanese, c'era già il colpo in canna e accanto c'era una scatola con all'interno trentatré proiettili. 

La droga nella cantina del morto

I poliziotti hanno poi perquisito le abitazioni di altri due sospettati - per ora non sono indagati, ma su di loro saranno effettuati altri accertamenti - e l'appartamento di un terzo uomo, un italiano di trentotto anni con precedenti - anche lui - per droga e al momento affidato al sert di Albenga per la riabilitazione terapeutica come pena alternativa.

Da lui gli agenti hanno sequestrato quaranta grammi di hashish: è stato denunciato, ma i poliziotti chiederanno l'aggravamento della misura cautelare con il ritorno in carcere. 

A quel punto, dopo aver controllato le quattro case, gli uomini del commissariato si sono spostati nelle cantine per controllare i box dei sospettati, che si trovano uno accanto all'altro. La vera sorpresa, però, è saltata fuori da una cantina di proprietà di un ex residente del palazzo, da poco morto, che confina con quelle dei quattro. 

La marijuana per "Adidas" e "Gorilla"

Lì i poliziotti hanno trovato decine di buste sottovuoto di marijuana per un totale di nove chili e mezzo di droga, che - secondo il commissariato - apperterrebbe proprio ai quattro. Sui "sacchetti" - per il momento sequestrati a carico di ignoti - c'erano appuntati il peso della busta e il destinatario, con i nomi in codice come "Adidas", "macelleria", "Mistral" e "Gorilla".

La cantina dove era custodito il carico era stata lasciata tranquillamente con la porta aperta, perché - la riflessione di uno degli agenti - "tanto in quel condominio comandano loro e nessuno tocca nulla".

L'81enne, per la sua età, è stato messo agli arresti domiciliari, mentre il 38enne - corriere di una nota ditta di spedizioni - è stato denunciato anche se per lui potrebbero presto riaprirsi le porte del carcere. La posizione degli altri due uomini - che secondo la polizia sono coinvolti nello spaccio - è ora al vaglio di investigatori e inquirenti. 

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