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Parco Cave, luci o buio? Asfalto o ghiaia? E scoppiano le polemiche

Un gruppo di cittadini pronto a dare battaglia all'assemblea pubblica indetta dall'assessore Pierfrancesco Maran per il 16 gennaio

Una strada interna del Parco delle Cave (Foto Marco Ferrari, Fb)

Asfalto, parcheggi e un chiosco al Parco delle Cave? La polemica si infiamma a Baggio (e sui social network) e si annuncia molto partecipata (e vivace) l'assemblea pubblica indetta per mercoledì 16 gennaio al Municipio 7, a cui parteciperà anche l'assessore all'urbanistica Pierfrancesco Maran per confrontarsi con i cittadini.

Sul piatto i 5 milioni di euro derivati dagli oneri di urbanizzazione del Pii (Piano integrato di intervento) "Calchi Taeggi", che la giunta milanese ha stabilito di destinare al miglioramento del Parco delle Cave. Ma con scelte (indicate da una delibera del Municipio 7) che ad alcuni non sono per niente piaciute. Delibera, tra partentesi, votata anche dal centrosinistra (in minoranza nel Municipio) con l'eccezione di Lorenzo Zacchetti del Pd che ora sta lavorando con "i suoi" per convincerli a cambiare idea.

Molto contestato è il progetto di illuminazione di alcune strade interne al parco. Lo scontro su questo punto è totale: chi difende i lampioni pone l'accento sulla questione della sicurezza per chi fruisce del parco in ore serali. All'opposto chi non li vuole: l'isolamento e il buio delle parti più interne ha fatto sì che il Parco delle Cave si sia popolato di scoiattoli, leprotti, gufi, aironi e anche volpi, oltre alle lucciole che attraggono migliaia di persone da tutta Milano. 

Illuminazione e asfalto

All'illuminazione si aggiunge l'asfaltatura dei viali a sud-est, ora in terra battuta e calcestre. "Se pensiamo ai parchi cittadini del Sempione e di Porta Venezia, hanno tutti i viali principali in terra battuta, ghiaia e calcestre. Nessuno si sognerebbe mai di asfaltarli", scrive su Facebook Marco Ferrari, in prima linea nella battaglia per salvaguardare il parco. L'asfalto sarebbe riversato su 1,8 chilometri, con un costo di circa 965 mila euro. 

Marco Bestetti, presidente del Municipio 7, ha replicato a questa accusa spiegando che si tratta di asfaltare soltanto il percorso principale: "Tutti i sentieri interni rimarranno in terra battuta, per cui la preoccupazione che gli animali non si troverebbero più nel loro habitat non ha alcun senso", ha dichiarato aggiungendo che "il progetto allarga il Parco delle Cave di 10 ettari".

Contestato anche il parcheggio che verrebbe realizzato in via Broggini, al confine occidentale del parco. Secondo quanto si apprende, sarebbe sacrificata una porzione verde. C'è poi, nel progetto, la realizzazione di un punto ristoro (che costerebbe 300 mila euro) presso la Cava Cabassi. Il punto ristoro avrà i normali locali "tecnici" (magazzino e altro), ma anche i dehors con affacci verso la cava. E si parla di "interventi forestali lungo le sponde antistanti il chiosco e la piazza per ricostruire la veduta verso il lago".

La mancata connessione tra i parchi

"E' esattamente l'antico progetto di Italia Nostra", ha replicato Marco Bestetti, presidente del Municipio 7, su Facebook in merito a questo punto di ristoro. E poi ha specificato che "non si prevede l'abbattimento di alcun albero", in relazione agli "interventi forestali" per "ricostruire la veduta del lago". 

Non sarebbe tutto: diversi cittadini storcono il naso anche rispetto ad altre parti del progetto, e sempre Ferrari scrive che "non si è pensato a soluzioni efficaci per connettere i tre parchi: Cave, Trenno e Boscoincittà". Oggi il Parco delle Cave e il Boscoincittà sono separati da via Caldera, il cui attraversamento è parecchio pericoloso. 

Tanti i temi "caldi" intorno alla riqualificazione del Parco delle Cave. L'assemblea del 16 gennaio servirà ad affrontarli uno per uno. E la politica si muove: Elena Grandi, vice presidente del Municipio 1 e neo portavoce nazionale dei Verdi, ha già annunciato l'appoggio ai cittadini che protestano. Diversi consiglieri comunali di centrosinistra sono pronti a fare altrettanto. L'assessore Maran, probabilmente, correggerà il progetto accogliendo almeno alcune delle richieste che vengono dalla sua "base". Tutto sta a vedere quanto riuscirà a mediare.

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