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Marchiondi, il ministro Bonisoli visiterà lo "scheletro": «Pronto a investire soldi del Governo»

L'apertura del ministro dei Beni Culturali dopo che da più parti è stato chiesto di togliere il vincolo monumentale all'ex riformatorio degradato

Il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli visiterà l'ex riformatorio Marchiondi di via Noale, a Baggio, edificio brutalista progettato da Vittoriano Viganò nel 1952, di cui un modellino è esposto al MoMa di New York, e sotto vincolo monumentale. 

L'edificio, in cemento armato a vista, è talmente ammalorato che qualunque idea di recupero si è finora infranta sul muro dei 25 milioni di euro stimati come necessari per restaurare l'immobile e riportarlo a nuova vita. Vi era in particolare l'idea di trasformarlo in un campus grazie al Politecnico e a Fondazione Cariplo, con anche un finanziamento governativo, ma nel 2012 gli enti in questione accantonarono il "sogno" e il Marchiondi fu di nuovo preda di occupazioni da parte di senzatetto.

Le istituzioni milanesi, dal Municipio 7 al Comune, chiedono ora che si elimini il vincolo monumentale, per consentire un recupero a costi ridotti. Per il sindaco di Milano Beppe Sala, è un problema se «un vincolo troppo rigido finisce col far sì che quelle aree non verranno mai recuperate». Per il presidente del Municipio 7 Marco Bestetti, «dell'originale gioiello architettonico non è rimasto più nulla, solo un rudere senz'anima che non rende onore né alla sua storia né al progetto».

Ex Marchiondi, l'apertura di Bonisoli

E Bonisoli "apre" alla possibilità di rivedere il vincolo, ma anche di un finanziamento diretto da parte del Ministero. «Andrò a visitare l'ex istituto Marchiondi», ha affermato: «Voglio vederlo perché sul Marchiondi c'è un vincolo ma mi interessa capire quella che potrebbe essere una destinazione d'uso. Uno degli scopi che ha il mio Ministero è quello di aiutare gli enti locali a realizzare dei progetti mirati che abbiano un senso e che tutelino il patrimonio: ad esempio abbiamo dato 8,5 milioni al Teatro Regio di Torino per rifare completamente il palco. Se c'è la possibilità di fare un investimento qui a Milano, scegliendolo come priorità, per il Marchiondi ci potrebbe essere questa possibilità».

Il ministro ha poi prospettato un uso sociale dell'edificio: «Non conosco la struttura di Baggio, vi confesso che vivo a Milano da tanti anni ma non ci sono mai stato, voglio andarlo a vedere di persona perché voglio capire il contesto. Potrebbe essere quello un quartiere che ha bisogno di un aiuto in termini di socialità. Se c'è bisogno di una scuola, un biblioteca o un'altra struttura simile e il Marchiondi può essere adatto allo scopo, perché non pensarci?».

Coglie la palla al balzo Rosario Pantaleo, consigliere comunale del Pd: «Allo stato attuale, ben pochi soggetti potrebbero avvicinarsi all’immobile del Marchiondi immaginando un ritorno economico. Pertanto vorremmo che il ministro comprenda che la presenza del vincolo non aiuterà certamente a risolvere la situazione anche in considerazione del fatto che i cementi armati di cui la struttura è costituita, come esposti alle intemperie, hanno una vita che va a scadere con le conseguenze immaginabili».

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