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Quartiere super ecologico in piazza d'Armi, ecco il progetto

Quattromila alloggi ecosostenibili e un parco che coprirà il 67% dell'area, contro il 50% previsto dal Pgt

L'area di piazza d'Armi (foto Le Giardiniere - Fb)

Piazza d'Armi, se tutto venisse confermato, diventerebbe il quartiere ecologico più grande d'Italia: quattromila alloggi e un parco da 27 ettari. L'intenzione è quella di fare in fretta per evitare di passare attraverso la revisione del Piano di Governo del Territorio (Pgt), prevista per autunno. 

Alle spalle della caserma Santa Barbara di piazzale Perrucchetti, tra San Siro e Baggio, si estende un'area di oltre 400 mila metri quadri attualmente quasi del tutto inutilizzata e abbandonata. Un'area militare, di proprietà del Demanio, che nel 2016 è stata consegnata a Invimit Sgr, società il cui capitale è detenuto dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. L'area è inserita nel Pgt milanese come "area di trasformazione urbana" e Invimit Sgr ha costituito il fondo chiuso i-3 Sviluppo Italia con l'obiettivo di procedere con la valorizzazione e trasformazione dell'ex caserma.

Ora, al Comune di Milano, è arrivato il "masterplan" del nuovo quartiere, a firma di Leopoldo Freyrie. Palazzo Marino lo leggerà attentamente e, quasi certamente, chiederà alcuni correttivi. L'idea di fondo è comunque quella di realizzare le abitazioni nel perimetro lasciando il 67% dell'area a verde pubblico, ben più di quanto prevede ora il Pgt (50%). Saranno abitazioni totalmente ecosostenibili: autosufficienti, con un sistema di recupero dell'acqua piovana e un riciclo di rifiuti "intelligente". All'interno del parco alcuni edifici di piccole dimensioni: una biblioteca, una Casa del Parco, un asilo e forse anche altre scuole. 

Verranno riqualificati gli edifici storici della caserma, tra cui gli ex magazzini. E gli orti troveranno una nuova collocazione, ma all'inizio dei lavori potranno continuare a restare dove sono. Saranno poi preservati il campo di polo e il boschetto.

E non sono mancate le prime reazioni. Legambiente si mostra "possibilista" ma si dice preoccupata per le nuove esigenze di mobilità degli abitanti che andranno a vivere in piazza d'Armi, e inoltre chiede che il futuro parco sia connesso al Parco delle Cave come un «vero corridoio verde che penetri la città».

Intanto, per domenica 11 giugno, l'associazione Le Giardiniere ha organizzato (insieme a Geocaching) una caccia al tesoro (partenza alle 16.30 da via Card. Tosi angolo via San Giusto) come occasione per scoprire un'area verde entrata nei Luoghi del Cuore del Fai e che «dovrebbe appartenere ai cittadini di Milano». L'associazione è nettamente contraria all'insediamento di un nuovo quartiere: «L'obiettivo - scrive - è salvarlo da un'ulteriore colata di cemento e realizzare un parco agro-silvo-pastorale urbano». La comunicazione è stata inviata però prima che si conoscesse, almeno a grandi linee, il masterplan. Chissà se il 67% di verde pubblico ha dunque "rincuorato" l'associazione.

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