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Piazza d'Armi, il presidio per difendere il verde e realizzare un grande parco

I comitati si oppongono ad ogni "privatizzazione" dell'area

Il presidio (foto Tommaso Turolla, Fb)

Presidio in piazza d'Armi domenica 28 gennaio per "difendere" l'area di trentacinque ettari che, secondo i calcoli dei comitati, se salvaguardati a verde farebbero risparmiare un milione di euro all'anno alla collettività, come "potere di disinquinamento". Durante la manifestazione è stata anche installata una centralina che rileverà il No2 (biossido di azoto) all'interno dello spazio. Il biossido di azoto è un gas più denso dell'aria, per cui tende a rimanere a livello del terreno, ed è fortemente irritante per le vie polmonari.

I dati della centralina saranno poi confrontati con le rilevazioni di un analogo strumento collocato in via delle Forze Armate presso la scuola elementare Cabrini, con l'obiettivo di dimostrare che le concentrazioni di biossido di azoto nell'area verde sono inferiori.

Sull'area ha messo "gli occhi" l'Inter, che vorrebbe portare i campi d'allenamento della Pinetina di Appiano e di Interello (Niguarda) e la propria sede legale (ora in corso Vittorio Emanuele). Precedentemente si era affacciato un progetto di nuovi palazzi residenziali nel perimetro con un parco centrale. Progetto che, però, è definitivamente tramontato. L'area è stata affidata dal demanio militare a Invimit (società del ministero dell'economia e finanze) perché venga valorizzata, ma qualunque lavoro dovrà essere concordato col settore urbanistica del Comune di Milano.

I comitati, però, si oppongono ad ogni progetto di "privatizzazione" e "cementificazione", per usare le loro parole, e chiedono che invece piazza d'Armi rimanga totalmente verde e pubblica, naturalmente creando le condizioni per la sua fruibilità, che oggi non ci sono. Di qui, per esempio, agricoltura urbana e altri progetti per utilizzare gli spazi lasciando totalmente inalterata la funzione verde.

Video: viaggio nella baraccopoli di piazza d'Armi

L'area complessiva di piazza d'Armi è interessata anche dalle occupazioni abusive dei magazzini militari lungo via Olivieri: recentemente Carmela Rozza, assessore alla sicurezza del Comune di Milano, ha proposto che i magazzini siano abbattuti, poiché non risultano vincolati. I comitati però si oppongono a questa proposta, affermando che costerebbe molto e che quelle strutture potranno trovare una loro funzione nell'ambito dell'agricoltura sostenibile. Dalla parte opposta, accanto alle vie Gabetti e Domokos, si estende invece una specie di "baraccopoli" che MilanoToday ha recentemente visitato: un "buco nero" in cui, accanto a persone disperate che non sanno dove andare a dormire, sussistono mini discariche illegali di rifiuti di ogni genere: rifiuti che giornalmente vengono bruciati emanando odori insopportabili per i residenti.

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